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Eiaculazione precoce: la tua è primaria o secondaria?

Pochi sanno che dire semplicemente “Soffro di eiaculazione precoce” significa non dire quasi nulla: questo perché il disturbo sessuale di cui stiamo parlando è così ampio e variegato e spesso tocca così tanti settori medici e scientifici, che è impossibile dare una generale definizione di esso senza toccare tutte le tematiche e gli argomenti che vanno collegati alla precocità eiaculatoria.

Eiaculazione precoce: la tua è primaria o secondaria?

Si dice che l’eiaculazione precoce sia un disturbo sessuale maschile che colpisce prevalentemente uomini di mezza età alle prese con i primi problemi di disfunzioni erettili.

Non si dice tuttavia che i pazienti che soffrono di eiaculazione precoce possono essere (e spesso sono) anche giovanissimi, adolescenti alle prese con le prime problematiche sentimentali e sessuali, che non hanno esperienze sessuali e che sono domati dalla vergogna e dall’ansia da prestazione.

Una combinazione di fattori esplosiva, che non fa che alimentare questo disturbo fino ad ingigantirlo notevolmente.

A questo proposito, è bene fare una importante quanto illuminante distinzione: l’eiaculazione precoce è un disturbo sessuale che può essere primario o secondario ed il cui trattamento varia a seconda che sia del primo o del secondo tipo, ed a seconda che sia generato da cause organiche o psicologiche.

Soffro di eiaculazione primaria o secondaria?

La classificazione dell’eiaculazione precoce in primaria o secondaria dipende in sostanza dal momento di insorgenza del disturbo nella vita del paziente: si dice pertanto che l’eiaculazione precoce primaria insorga nei primi momenti sessuali di un uomo; l’eiaculazione precoce secondaria colpisce invece uomini adulti dal punto di vista sessuale che hanno già alle spalle anni di attività.

L’eiaculazione primaria è la più comune: essa colpisce il 70% dei pazienti affetti da precocità eiaculatoria nel rapporto sessuale, ed è dovuta principalmente a cause legate all’inesperienza, e a fattori psicologici che incidono notevolmente sulla riuscita di un rapporto sessuale.

Un giovane, un adolescente alle prime armi con le relazioni sessuali e con le esperienze coitali, sono sessualmente inesperti e non hanno ancora acquisito la piena padronanza del proprio corpo e delle sue reazioni: inoltre, chi soffre di eiaculazione precoce primaria è soggetto a fattori psicologici che influiscono sul problema ingigantendolo, e innescando un meccanismo psicologico di difesa che diventa alla fine difficile da estirpare.

Per questo tipo di pazienti, spesso la causa scatenante è psicologica, ed un corretto approccio terapeutico potrebbe essere di grande aiuto per contrastare questo disturbo.

Il restante 30% per il quale l’eiaculazione precoce è di tipo secondario deve combattere sì con problemi psicologici legati alla paura dell’impotenza ed all’ansia da prestazione – il fatto di non essere più aitante e vigoroso come un tempo è spesso un deterrente per l’eccitazione e per i rapporti sessuali – ma anche con disturbi fisici che possono interagire con le prestazioni sessuali.

L’approccio terapeutico per chi soffre di eiaculazione secondaria – che colpisce, come abbiamo detto, uomini esperti sessualmente e con un passato sessuale attivo – può essere di tipo farmacologico e psicologico insieme, cercando di eliminare le cause psicologiche attraverso una corretta terapia psicoterapeutica e le cause fisiche-organiche attraverso un approccio medico e scientifico volto alla risoluzione dei problemi legati alla precocità eiaculatoria.

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